ITF DEL 22/12…L’IMPORTANZA DEL “WARNING”…PER NON DIMENTICARE LA TECNICA NELLE FESTIVITA’!!!

20131222_142501 Sintesi dell’ITF del 22/12/2013 … nell’occasione delle Festività Natalizie, in cui quasi tutti i campionati saranno fermi, mi preme ribadire alcuni concetti Tecnici/Tattici/Comportamentali (scontato ribadire quelli ATLETICI!!!), su cui riflettere al fine di impostare e programmare i nostri prossimi impegni che ci attendono nel 2014! L’Arbitraggio NON VA IN VACANZA…vi invito pertanto a rilassarvi  e nello stesso tempo a “non esagerare” tenendo a mente che …”troppo ALTRO…può inibire l’OLTRE”!

Detto questo, esaminiamo quanto discusso nell’ITF:

1° Aspetto: BIORITMO DELL’ATLETA. E’ importante ricordare che l’organismo di ogni Atleta (ma anche di ogni Persona) necessita di alcuni ritmi biologici, dettati dall’orologio interno che regola le funzioni vitali (la cronobiologia) che, se sfasati possono avere effetti dannosi sia sullo stato di salute generale, sia sulla performance atletico/cognitiva. Rischiano di essere danneggiati il SISTEMA NERVOSO sotto il punto di vista DELL’ATTENZIONE , DELLA DESTREZZA MANUALE E DELLA COORDINAZIONE NEUROMUSCOLARE, e di conseguenza della capacità di RISPONDERE AGLI STIMOLI ESTERNI (non esiste uguale Sport pari al nostro che richieda tale necessità)! L’organismo, in particolare quello di uno sportivo, ha bisogno di un ritmo ciclico sonno/veglia e giorno/notte con l’abbinamento sonno/notte e veglia/giorno, equilibrato e sobrio, al fine di rispondere con la dovuta reattività alle necessità mentali e fisiche del nostro Sport! Non capire che prolungare in maniera forzata e temporalmente fuori luogo, delle serate terminate, è roba per chi non capisce il concetto di Sport e di funzionalità del “proprio fare”, nell’ottica dei propri obiettivi, al pari di chi non capisce l’inutilità di forzare la mano con il “bicchierino in più” o con l’alimentazione “scomposta”! Ovvio che bisogna regolare in maniera congrua il tutto nella considerazione tanto della “gioventù” che avete il diritto di vivere a pieno (e nessuno vuole togliervi questo diritto), ma anche con gli obiettivi che vi ponete e che mirate a raggiungere con impegno e “sacrificio”…e questo è un “nostro” dovere”! In mano avete delle pepite d’oro…putroppo però spesso le scambiate per pietre grezze da prendere a calci! RIFLETTETE!

2° Aspetto: PRETTAMENTE TECNICO BASATO SUL CONCETTO DEL “WARNING”. Partiamo da un principio basilare: ogni regola viene rispettata solo se sottostante c’è il “monito” di una sanzione. La nostra possibilità di dare “monito” fino ad arrivare al limite estremo della sanzione assume il nome magico di PREVENZIONE tramite cui abbiamo la possibilità di esternare la PERSONALITA’ ARBITRALE. Più sappiamo fare Prevenzione, più Personalità esterniamo, più otteniamo accettazione, meno abbiamo necessità di Sanzione (pochi interventi disciplinari e più possibilità di rendere fluido l’aspetto tecnico). Abbiamo studiato e triturato in tutte le salse, gli aspetti delle rotture del gioco che i “leader” cercano di ottenere con i “finti falli”, con i “finti infortuni”, con i “contatti urlati”, ed esaminato le conseguenze di queste “sfide di personalità” che gli stessi attuano sin dai primi minuti al fine di “ridicolizzarci”, quindi di prendere il sopravvento per ottenere vantaggi a loro favore ed infine di accenderci la partita (qui ci vuole grande sveltezza di ragionamento, furbizia, scaltrezza, lucidità ed esperienza nel rispondere tempestivamente allo stimolo esterno). In questo ITF ragioniamo a) sull’importanza dell’Aspetto Tattico sotto il punto di vista di un corretto anticipo dell’azione, b) dell’Aspetto di Esternazione della prevenzione in particolare nei confronti dei calciatori leader.

Abbiamo utilizzato due video uno di una partita di Calcio a 5 (Serie D) ed uno di una partita di Calcio a 11 (Eccellenza). Pur in presenza di una prestazione positiva degli Arbitri (entrambi di grandi prospettive), le due performance potevano e dovevano essere ottimizzate grazie ad una migliore gestione Tattica e Preventiva.

a) sull’importanza dell’Aspetto Tattico sotto il punto di vista di un corretto anticipo dell’azione: L’Arbitro nel C5 deve preoccuparsi di prendere il Fondo del TDG al fine di verificare eventuali spinte con le mani, calcetti sottostanti finalizzati alla conquista della migliore posizione che porta l’attaccante a ricevere il pallone ed il difensore ad anticiparlo per dare sfogo ad un’azione di contrattacco; in questa battaglia di posizioni, se ne vedono di tutti i colori e la bravura dell’Arbitro sta nell’andare anche lui a recuperare una posizione di osservazione ottimale al fine della eventuale decisione; L’Arbitro del C11, deve anch’egli preoccuparsi di 20131019_184210anticipare il proprio movimento a seconda di quello che avviene in fase d’impostazione del gioco da parte del difensore o del centrocampista, evitando di rimanere statico all’altezza del portatore in attesa del passaggio filtrante e/o del lancio in profondità, con il rischio di prendere metri e metri di distanza dal punto di arrivo del pallone (non dobbiamo avere la presunzione di voler vincere la gara di velocità con il pallone); deve invece preoccuparsi di leggere continuamente gli eventi, andando a ricercare le giuste decentrate profondità sul TDG intuendo e recependo dove andrà a finire il pallone andando a prendere una posizione di controllo della “sfida di conquista” del pallone tra attaccante/difendente. Immaginate se l’Arbitro su un calcio di rinvio rimanesse a controllare il portiere che lo effettua…prenderebbe una distanza abissale dal punto di arrivo del pallone, quando questo viene calciato, lasciando la situazione dove c’è lotta di conquista senza alcun controllo; immaginate se ogni impostazione di gioco equivalesse ad un calcio di rinvio (battuto a centrocampo)…capite da voi l’inutilità di rimanere sul portatore del pallone, per converso capite anche l’utilità di preoccuparsi di attivare il nostro movimento verso la situazione più probabile di arrivo del pallone. Importante (nel C11) è riflettere che se ha il pallone tra i piedi il difensore (uno dei due centrali di difesa) al 99% avverrà un lancio lungo a scavalcare il centrocampo, se invece il pallone tra i piedi ce l’ha il centrocampista, al 99% assisteremo ad una costruzione dell’azione con l’utilizzo degli esterni e conseguente azione in profondità o scarico all’interno del TDG o verso il Centrocampo con conseguenti probabili cambi di gioco…in ogni caso dovremo adeguare il nostro movimento in maniera REATTIVA, DINAMICA E SVEGLIA!

In entrambi gli Sport C5 e C11 l’aspetto d’intuito, di reattività mentale e prettamente Atletico, sono determinanti al fine di un corretto spostamento che ci faccia acquisire forte credibilità in quanto parte in causa VIGILE della partita…la presenza dell’Arbitro nel luogo del potenziale problema (prossimità delle aree) e non nel luogo dove il problema presto scomparira (centrocampo) è il miglior “warning” che verrà recepito dai calciatori che ci vedono correre e CAPIRE!

b) dell’Aspetto di Esternazione della prevenzione in particolare nei confronti dei calciatori leader: entriamo nello specifico della PREVENZIONE…non è tanto importante fare prevenzione, ma COME fare prevenzione. Sotto questo aspetto abbiamo numerose modalità di “warning” ed il C5 è maestro molto più del C11. Abbiamo visto che il principale “warning” usato e consentito dal regolamento del C5 è il conteggio dei secondi…l’Arbitro scandisce con chiarezza ed a voce alta “uno”, “due”…ed i calciatori sanno bene che arrivati a “quattro” il “warning” si tramuterà in sanzione…il fallo laterale o di punizione viene attribuito all’altra squadra e per evitare questo si agisce in fretta per evitare la sanzione stando bene attenti al “warning” dell’Arbitro che incurante conta i secondi…MA se ci limitiamo ad usare il “warning” solo con il conteggio dei secondi, i calciatori troveranno altri strumenti per vincere la loro partita, delineando un sistema di aggiramento del “warning” mediante l’uso di scorrettezze che l’arbitro sarà semplicemente costretto a sanzionare. L’Arbitro bravo però è quello che non perde mai il livello di ATTENZIONE  e di CONCENTRAZIONE e che capisce le sfide di conquista delle posizioni tra attaccante e difensore e le gestisce aumentando il proprio livello di “warning” usando l’intervento verbale, per avvisare che spingere non è consentito, per far sentire la propria vicinanza e presenza, non solo cIMG-20131120-WA0010on il fisico, ma anche con una corsa veemente, con una gestualità netta e marcata, con un fischio deciso e tagliente e con un USO DELLA VOCE che dica chiaramente che stiamo osservando TUTTO e al fine di delimitare il confine di ciò che è consentito e di ciò che non è consentito. In quest’ottica in un palazzetto dove ogni rumore viene enfatizzato e rischia di metterci in difficoltà, è determinante delineare preventivamente i confini del “lecito” e dell’“illecito”; nel C5 dove ogni fallo si cumula ed assume rilevanza marginale determinante, perchè arrivati al 6° fallo c’è il Tiro libero, diviene fondamentale usare tutti gli strumenti di “warning” da evidenziare in maniera ENFATICA, al fine di limitare al minimo l’uso l’intervento tecnico a favore della scorrevolezza e gradevolezza del gioco, nello specifico, nella gara esaminata, uno scarso utilizzo del “warning” da parte dell’Arbitro (che si limitava solo a contare i secondi o ad utilizzare posture e movimento poco decisi ed un tatticismo poco preventivo: tendenza a rimanere più sul portatore che nel luogo delle spinte), ha causato, ad esempio, l’espulsione di un calciatore che ci ha mandati letteralmente all’altro paese, giusta la sanzione (P.S.: CORRETTO RIPRENDERE IL GIOCO CON UN CALCIO DI PUNIZIONE INDIRETTO), ma assolutamente evitabile…scarsa enfasi del sistema di “warning” = obbligo della Sanzione. STESSA IDENTICA SITUAZIONE si verifica nel C11, dove non c’è rumore delle scarpette sbattute sul parquet, dove non c’è il rimbombo continuo del rumore del calcio al pallone, dove non c’è conteggio dei secondi, dove gli spazi sono aperti e ad ampio respiro, dove i contatti sono meno frequenti, ma dove rumori e rimbombi vengono sostituiti dalle urla dei calciatori che al minimo contatto cercano d’indurci al fischio, dove pur nella minor frequenza assistiamo ugualmente a spinte, sbracciamenti, simulazioni, finzioni d’infortuni  che degradano la gradevolezza dello spettacolo causando agonismo, innalzamento dei toni, proteste, polemiche, scarsa fluidità del gioco. Immaginiamo di operare tecnicamente come se anche nel C11 avessimo i falli cumulativi, capiamo bene che la finalità di fluidità tecnica è uguale ed immutata rispetto al C5…da cui anche nel C11 è indispensabile un sistema di “warning” che sia di monito e prevenzione. Essendo numericamente di pù i calciatori, obiettivo fondamentale è quello di identificare i “leader” e gestirli, frenando la loro azione. Nello specifico nella gara esaminata, l’Arbitro inizialmente ben identifica il N.5 che, evidentemente fuori dal contesto sportivo, nonostante il “warning” continua a non “capire” e riceve la sanzione (in questo caso avente funzione preventiva), poi però prende spago il N. 10 che le tenta tutte, per mettere in difficoltà l’Arbitro, che non riesce questa volta compiutamente a leggere subito la situazione e “subisce” tale calciatore, che sgomita, esagera nelle cadute (pur in presenza di falli), si rivolge ironicamente (con gesti e parole) all’Arbitro dopo u20131028_161002na sanzione Tecnica; l’Arbitro in questo frangente incide poco e non usa adeguatamente Voce, Posture del Corpo, Gestualità marcata, Tempestività nel fischio, assecondando le sue “subdole” richieste di fallo ed usando un dinamismo statico che non dà adeguata importanza alle proprie decisioni: eppure basterebbe 1) comunicare a voce alta e di monito PER TUTTI che le mani vanno tenute a posto (“le mani le mani”, “sono qui Ti vedo”…sono solo esempi di parole che si possono pronunciare per delineare i confini), 2) procedere ad un richiamo vivo e MONODIREZIONALE (il richiamo non è undialogo e/o colloquio ai calciatori…è una comunicazione unidirezionale che l’Arbitro fa ad un calciatore, e che “I” CALCIATOR”I” ricevono, 3) monitorare con grande attenzione e sanzionare con fermezza la prima occasione di fallo del calciatore “leader” dandogli un chiaro messaggio di personalità, 3 a) tale sanzione tecnica va attuata con una postura del corpo ferma e rigida, con uno sguardo severo e ficcante, con una gestualità marcata e se necessario anche con l’uso di una battuta che faccia capire che abbiamo capito e che non siamo “fessi”!

3) Aspetto di concentrazione. Non consentiamo che i calciatori di riserva facciano finta di riscaldarsi permettendogli di stare fuori dalla panchina (C5) o si riscaldino giocando a pallone sul campo per destinazione (C11), non consentiamo che il tabellino del Risultato e del conteggio falli non sia verificato (C5), o che le sostituzioni siano effettuate con i calciatori subentranti già dentro il TDG prima che i sostituiti escano (C5!!! e C11), NON RIPRENDIAMO IL GIOCO SE IL CALCIATORE ESPULSO O I DIRIGENTI ALLONTANATI SIANO ANCORA SUL TDG, MA ATTENDIAMO LA LORO USCITA DAL RECINTO DI GIOCO: altro campionato ma fatto accaduto veramente: L’Arbitro espelle un Calciatore per una bestemmia (sanzione giusta e a norma di regolamento), mentre il calciatore esce si sviluppa un’azione d’attacco ai danni della sua squadra, il pallone lentamente si dirige verso la porta e sta per entrare MA … … … il Calciatore espulso non ancora fuoriuscito dal Recinto di Gioco, mette lo zampino all’interno del TDG e ferma il pallone prima che lo stesso varchi la linea di porta *** :-III *** L’Arbitro è costretto a fischiare e riprendere il gioco….con un Calcio di Punizione indiretto.  (P.S.: una tale situazione non è codificata dal Regolamento e chiederemo lumi in merito al fatto se il Calciatore espulso debba essere considerato un “Corpo estraneo alla partita” (ripresa di gioco con rimessa da parte dell’Arbitro) o alla stregua di un “Sostituito o di Riserva” (ripresa di gioco con calcio di punizione indiretto)…fatto sta che dobbiamo rimanere sempre concentrati perchè la concentrazione ci aiuta a fare le cose AL MEGLIO!

Il sistema di “warning” serve a prevenire la sanzione (tecnica e/o disciplinare) a garantire lo spettacolo e la gradevolezza del gioco…e soprattutto a vivere la partita con Personalità, intelligente, furba, scaltra, vivace, entusiastica,  decisa, evidente, ficcante, atleticamente grintosa e  dinamica, intuitivamente tattica, reattiva, graniticamente proiettata sull’obiettivo di giornata e su quello per i prossimi … 22/25/27 ANNI…quelli che ci porteranno al limite d’età nelle massime categorie!

Ricordiamoci sempre di avere tra le mani delle pepite d’oro d’inestimabile valore…non prendetele a calci!!!

In queste festività natalizie…PER NON DIMENTICARE che i campionati non sono fermi se non per una piccola pausa!